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LA CORRENTE CONTINUA

Per corrente continua, s'intende una corrente che mantiene costante l'intensità rispetto al tempo.
Una corrente continua è rappresentabile sul diagramma cartesiano come una semiretta parallela all'asse delle ascisse, com'è rappresentato nella figura 1.
In elettroterapia le apparecchiature che erogano corrente continua, sono in genere definite ionoforesi.
Alcuni, preferiscono definirle con altri nomi, che peraltro tendono a generare confusione.
Ionoforesi, Iontoforesi, elettroforesi e Generatore di corrente galvanica, sono sinonimi di apparecchio elettromedicale che eroga corrente continua, una corrente quindi, esattamente uguale a quella che erogano le pile voltaiche.

                                                                       
La caratteristica che distingue alcuni di questi apparecchi, e che deve essere sempre tenuta presente per evitare inconvenienti durante una seduta di elettroterapia, riguarda l'erogazione a corrente costante o a tensione costante.

Negli apparecchi per ionoforesi a tensione costante, i primi ad essere utilizzati in terapia, come dice il nome stesso, la differenza di potenziale, una volta regolata, rimane invariata.

Ammettiamo di effettuare una seduta di ionoforesi con uno di questi apparecchi su di un paziente applicando una coppia di elettrodi aventi una resistenza di 1000 ohm, e immaginiamo di regolare l'uscita a 12 Volts, avremo, applicando la legge di Ohm: V= i x R, una corrente di 12mA.

In questo caso, se per un motivo imprevisto, uno degli elettrodi non facesse bene contatto, ammettendo di avere una resistenza doppia, la corrente automaticamente si dimezzerebbe, dal momento che la tensione è rimasta la stessa.

Per comprendere meglio, osserviamo la figura 2 dove l'elettrodo, per motivi didattici, è stato rappresentato come due piccoli cubi di un
centimetro quadrato di superficie di contatto.

Viceversa, negli apparecchi per ionoforesi a corrente costante, i più recenti, considerati "intelligenti" per il fatto di regolare la tensione d'uscita in modo automatico in modo da mantenere costante la corrente al variare della resistenza di contatto degli elettrodi.
In questo caso, vedi figura 3, la corrente raddoppia al dimezzarsi della superficie con possibilità di causare danni anche importanti al paziente.
In effetti, questi apparecchi anche se elettronicamente più sofisticati, hanno una logica nell'utilizzo in
Laboratori d'analisi per eseguire l'ettroforesi proteica.
E' doveroso ricordare che l'elettroforesi calcica è stata per anni uno dei cardini dell'elettroterapia e che anche oggi risulta imprescindibile in alcuni trattamenti elettroterapici.
LA CORRENTE CONTINUA

Nelle tabelle sottostanti sono riassunti gli effetti del passaggio di una corrente attraverso il corpo umano.

Questi effetti, inoltre, sono diversi a seconda che si tratti di una corrente continua oppure di una corrente alternata.
Tabella 1

Tra i fenomeni biologici delle correnti, bisogna distinguere gli effetti che si hanno a livello della cute su cui poniamo gli elettrodi e ciò che si avrà sulle strutture sottostanti.
Sulla CUTE, una corrente elettrica continua, provoca un aumento termico dei tessuti, direttamente proporzionale all'intensità di corrente, ed inversamente proporzionale alla superficie di contatto.
Inoltre, la dissociazione elettrolitica dei sali, normalmente presenti a livello cutaneo, produrrà delle sostanze che avranno degli effetti, di cui dovremo tenere conto, totalmente diversi da quelli per cui l'organismo li aveva prodotti.

Nel SOTTOCUTANEO, il passaggio della corrente continua, provoca una vasodilatazione con conseguente maggior tensione d'ossigeno ed una maggior dismissione di sostanze dalla matrice interstiziale.

A livello del NERVO PERIFERICO avremo una depolarizzazione al polo negativo con ipereccitabilità, il Cataelettrotono,
ed una iperpolarizzazione al polo positivo, Anaelettrotono, con abolizione della conducibilità del nervo.
Giova sempre ricordare, anche se risaputo, che gli impulsi nervosi si propagano per depolarizzazione del nervo, e che il catodo, elettrodo negativo, è il responsabile del Cataelettrotono.

A livello della PLACCA MOTRICE del muscolo effettore somatico, avremo gli stessi effetti di cui abbiamo parlato a riguardo del nervo periferico.

Nelle TERMINAZIONI SENSITIVE avremo sensazioni che vanno dal " pizzicore" al " calore ", a seconda dell'intensità della corrente cui sono sottoposte se non delle vere e proprie parestesie se il passaggio di corrente continua duri troppo a lungo.

Nel NEVRASSE il passaggio della corrente continua provoca una azione sedativa generica, per cui la si usa nell'ipertono e nell'ipereccitabilità sinaptica, mediante galvanizzazione discendente transcerebromidollare, o transcerebrale
mentre è usata in diagnostica neuro-otoiatrica per esplorare l'eccitabilità dell'orecchio interno. La tecnica si basa sull'azione di una corrente galvanica sui centri vestibolari.
Si dispongono gli elettrodi sulle regioni periauricolari e si eroga una corrente progressivamente più intensa oscillante fra i 2 ed i 6 mA (la soglia varia da soggetto a soggetto), il paziente inclina la testa verso il polo positivo; aumentando progressivamente l'intensità, insorgono nausea, vertigini fino a cadere lateralmente (verso il polo positivo), inoltre chiudendo ed aprendo bruscamente il circuito si provoca la così detta " vertigine voltaica di Nogier " (il paziente avverte quasi una forte spinta laterale, sempre accompagnata da vertigine e nausea).

In Elettroterapia, si sfruttano gli effetti di cui abbiamo parlato, per ottenere una blanda analgesia mediante l'anaelettrotono, un aumento della temperatura dei tessuti, molto utile in caso di contratture muscolari ed in estetica, ed in ultimo per veicolare sostanze curative.

Anche se superata e da molti considerata inutile, ancora oggi si utilizza in terapia la corrente continua, ed in alcuni casi può rappresentare l'unica terapia praticabile vedi malattie degenerative dei tessuti nervosi, o alcune forme di contrattura muscolare ribelle ad altre forme di terapia.


CORRENTE CONTINUA

Riassumendo: se in un apparecchio a tensione costante, diminuisce la superficie di contatto, salirà la resistenza elettrica e diminuirà in modo proporzionale la corrente (vedi parte sinistra della tabella).

Se viceversa in un apparecchio a corrente costante, diminuisce la superficie di contatto, per mantenere costante la corrente, viene automaticamente fatta salire la tensione.

N.B. Quando si effettua una seduta d'elettroterapia, con qualsiasi tipo di forma d'onda, è di fondamentale importanza il calcolo della superficie di contatto tra elettrodo e cute, rapportato all'intensità di corrente.

In pratica si devono considerare i milliAmperes per centimetro quadrato di superficie tra elettrodo e cute.

RIASSUMENDO:

NERVO PERIFERICO: aumento della eccitabilità al polo negativo e diminuzione al positivo. Il passaggio di una corrente continua causa una depolarizzazione al polo negativo con ipereccitabilità (Cataelettrotono) ed un'iperpolarizzazione al positivo (Anaelettrotono) ove si osserva una diminuzione, fino alla scomparsa della conducibilità.

TERMINAZIONI SENSITIVE: sensazioni che vanno dal " pizzicore" al " calore ", a seconda dell'intensità della corrente

VARIAZIONI VASOMOTORIE: vasodilatazione e produzione di calore cutaneo locale.

AZIONE SEDATIVA GENERICA: passaggio dì una corrente continua nel nevrasse; nell'ipertono e nell'ipereccitabilità sinaptica, mediante galvanizzazione discendente transcerebromidollare, o transcerebrale
nella diagnostica neuro-otoiatrica " vertigine voltaica di Nogier "


LA CORRENTE GALVANICA SI UTILIZZA:

1) in diagnostica: esami neuroelettrici

2) in terapia:   Applicazioni che sfruttano la sua azione iperemizzante, antalgica e per veicolare determinati farmaci (ionoforesi)
NEGLI APPARECCHI A CORRENTE COSTANTE: se diminuisce la superficie di contatto con la cute, il rapporto intensità/superficie risulterà aumentato con rischio di escare. 
NEGLI APPARECCHI A TENSIONE COSTANTE: al diminuire della superficie di contatto diminuisce anche la corrente diminuendo la possibilità’ di escare.
LA STIMOLAZIONE MUSCOLARE MONOPOLARE E BIPOLARE
L’utilizzo in elettroterapia di onde monofasiche a corrente costante, per la stimolazione muscolare, è stato dettato dall’erronea credenza che uno stimolo molto “pulito” quale quello utilizzato nei laboratori di elettronica, fosse da preferirsi ad altri meno geometrici.
 Il nostro organismo, però, è un sistema dove non viaggiano mai dei segnali digitali, bensì, impulsi elettrici di tipo analogico, e con valori molto piccoli di intensità e corrente.
 
Il potenziale d’azione fisiologico, inoltre, è sempre monofasico e non ha mai una simmetria rettangolare o margini retti, ed ha la sua ragione nello spostamento di ioni metallici positivi da un versante all’altro della membrana cellulare dei neuroni preposti alla conduzione di quel particolare segnale elettrico analogico.
 
Uno stimolo rettangolare monofasico a corrente costante, non viene alterato nella forma dalla reattanza e conduttanza dei tessuti, per cui non assomiglierà mai al potenziale d’azione fisiologico del nervo effettore somatico.
Se prendiamo ora in considerazione le onde bifasiche a corrente costante, la situazione peggiora in quanto lo stimolo rettangolare bifasico a corrente costante, attraversando i tessuti, mantiene quasi inalterata la forma d’onda, ed è in grado di ripolarizzarli, solo se la componente negativa risulta del tutto uguale a quella positiva.
 L’utilizzo delle bifasiche, infatti, non è giustificato quando si vuole ottenere un rilassamento completo delle fibre muscolari e non sarà mai simile al potenziale d’azione fisiologico.
Il picco positivo di uno stimolo bifasico darà luogo ad una depolarizzazione simile al potenziale d’azione fisiologico.
 Il picco negativo genererà una ripolarizzazione forzata, innaturale, che equivale ad una pseudo depolarizzazione di segno opposto con assenza del periodo di ristoro del nervo. 
Non si avrà l’indispensabile rilassamento completo del muscolo, con il risultato di una contrazione fastidiosa ed innaturale. 
 Quindi per ottenere una depolarizzazione ottimale si devono utilizzare esclusivamente delle onde monofasiche a tensione costante.
Come già detto, Il potenziale d’azione fisiologico è sempre monofasico.
 
Non ha mai una simmetria rettangolare o margini retti, per cui utilizzeremo uno stimolo rettangolare monofasico a tensione costante, che venga alterato nella forma dalla reattanza e conduttanza dei tessuti, assumendo così la forma del potenziale d’azione fisiologico del nervo effettore somatico, a patto di parametrizzarne in modo opportuno, la durata, l’ampiezza e la frequenza.
Otterremo così, una contrazione muscolare valida con il massimo reclutamento di fibre muscolari, un periodo di ristoro efficace e fisiologico, ed eviteremo di dover abbassare il livello di stimolazione dopo il tempo di adattamento evitando sensazioni sgradevoli durante la terapia.
 LE DEFINIZIONI E LE PAROLE CHIAVE
IPERPLASIA = aumento del numero delle cellule
IPERTROFIA = aumento di volume delle cellule
IPERTROFIA CONCENTRICA = aumento di spessore delle pareti senza ingrandimento 
IPERTROFIA ECCENTRICA = aumento di volume per dilatazione delle cavità 
CONTRAZIONE ANODICA DI APERTURA = contrazione che si ha all’apertura del circuito all’anodo 
ESERCIZIO ISOTONICO: esercizio attivo senza aumento della forza ma con accorciamento 
ESERCIZIO ISOMETRICO: esercizio attivo contro resistenza senza accorciamento, ma con aumento della tensione. 
REOBASE = soglia di eccitazione elettrica di un muscolo espressa in milliAmperes: si determina applicando una corrente continua sempre più elevata, fino alla contrazione. 
CRONASSIA = durata in milliSecondi, di una corrente doppia della reobase: si determina applicando il doppio della corrente determinata con la reobase, per tempi sempre più lunghi, fino ad ottenere la contrazione.
ricostruzione muscolare selettiva 
E’ una tecnica fisiatrica che utilizza la ginnastica attiva e passiva contemporaneamente, al fine di ottenere una ipertrofia eccentrica e concentrica selettivamente in alcuni muscoli del corpo.
E’ noto, infatti, che quando facciamo ginnastica, mettiamo in movimento tutti i muscoli di un determinato distretto, senza avere la possibilità di muovere soltanto un particolare muscolo o un gruppo ristretto di muscoli.
Sono a tutti noti alcuni degli effetti negativi di esercizi di ginnastica aerobica e di body building fatti fare indistintamente a tutti, senza tenere conto che ciascuno necessita di esercizi personalizzati.
Esercizi che vanno bene per un soggetto di sesso maschile non è detto che siano altrettanto validi per uno di sesso femminile, né esercizi per un cifotico, vadano bene per uno scoliotico.
Questa metodica si attua facendo realizzare a singoli gruppi muscolari delle contrazioni attive di tipo isometrico e isotonico sotto il controllo di un apparecchio per la stimolazione passiva selettiva durante un esercizio aerobico.
 Si evitano così quegli errori, anche banali, che noi tutti conosciamo.
Tipico che durante lo sviluppo dei muscoli pettorali, si prediliga lo sviluppo del solo grande pettorale, con il logico effetto di un antiestetico allontanamento dei seni dalla linea sternale (seno ascellare).
La valutazione di questo allontanamento può essere effettuata mediante la misura della distanza intercapezzolare che tende ad aumentare, se l’esercizio muscolare non è espletato correttamente.
Altro errore in cui si cade spesso durante le sedute di ricostruzione muscolare selettiva, consiste nei danni cutanei dovuti all’utilizzo improprio dello stretching, del quadricipite o del bicipite femorale in soggetti cellulitici, o grassi, con il deletereo effetto di ritrovarsi con glutei cadenti e cute ipertrofica al disopra del ginocchio, oppure esercizi glutei fatti collettivamente, per cui in alcuni si avrà l’effetto di spingere il grasso o la cosiddetta cellulite verso il basso peggiorando il trocantere (coulotte de cheval) e creando un abbassamento della linea glutea.  
Tutti gli esercizi di cui parlavamo non sempre hanno questi effetti devastanti a patto che chi li compia abbia già un fisico proporzionato e priva di grasso o cellulite. 
Elettrostimolazione aerobica autogestita mediante impulsi modulati in assetto e frequenza a tensione costante. 
 La differenza: negli apparecchi a corrente costante se diminuisce la superficie di contatto con la cute, il rapporto intensità/superficie risulterà aumentato con rischio di escare negli apparecchi a tensione costante al diminuire della superficie di contatto diminuisce anche la corrente diminuendo la possibilità’ di escare.  
 Il paziente deve: assumere aminoacidi un’ora prima, compiere due atti respiratori volontari profondi, attivare il pulsante di start, compiere una contrazione attiva dello stesso gruppo muscolare sottoposto a stimolazione passiva
 Applicazione degli elettrodi. 
L’applicazione degli elettrodi con cui effettuare una seduta di elettroterapia, rappresenta una delle cose più importanti da apprendere insieme alla conoscenza della corretta indicazione e  dell’eventuale prodotto da utilizzare, per essere certi di veicolarlo, dopo aver formulato una corretta diagnosi. 
La cute deve essere il più possibile priva di sostanze oleose, deve essere detersa e disinfettata, non deve presentare alcun tipo di abrasione o patologia dermatologica. 
Gli elettrodi, non vanno mai applicati su nevi, follicoliti, aree arrossate, dopo depilazione o epilazione, su lesioni micotiche, virali o batteriche anche se in fase risolutiva. 
La superficie dell’elettrodo positivo e quella dell’elettrodo negativo devono essere equivalenti.
Eventualmente, se l’indicazione richiede l’uso di un solo farmaco ed intensità di corrente intorno al milliamper per un elettrodo di 30 centimetri quadrati, è buona norma utilizzare un elettrodo indifferente con una superficie maggiore di quello attivo, al fine di minimizzare gli effetti polari al disotto di quest’ultimo.
I vari tipi di elettrodi, sia autoadesivi che non, devono essere fissati in modo stabile, specialmente se si utilizzano apparecchi a corrente costante, per il pericolo di escare come già detto in precedenza. 
Non effettuare mai una seduta di elettroterapia faradica(con correnti alternate) in soggetti affetti da patologie degenerative del sistema nervoso centrale o periferico, ed in portatori di stimolatori cardiaci o depolarizzatori dei nervi periferici.
 Non effettuare mai una seduta di elettroterapia galvanica(con corrente continua) in soggetti portatori di protesi metalliche( chiodi, placche, ponti, corpi estranei metallici). 
Nel caso di farmaci di cui non si conosca la polarità o di cui non si abbia la formula di struttura per poter identificare lo ione utile per il trattamento in esame, una buona regola pratica consiste nell’utilizzare, ove possibile, il nome della molecola per risalire alla sua carica elettrica.
Per esempio se dovessimo praticare una anestesia di superficie con della xilocaina, leggendo nella composizione chimica del farmaco,  il nome vero della sostanza anestetica “ Lidocaina cloridrato” sarà semplice e logico risalire alla carica elettrica della parte di molecola di questo sale, utile da veicolare per ottenere l’anestesia voluta. 
In questo caso, se il sale Lidocaina cloridrato è composto da Lidocaina e acido cloridrico, e visto che i radicali degli  acidi sono tutti negativi, la lidocaina sarà necessariamente positiva, ed andrà applicata sull’elettrodo positivo. 
EROGAZIONE DELLE CORRENTI 
Una volta posizionati gli elettrodi, aumentare gradatamente l’intensità di corrente fino ad ottenere l’effetto desiderato.
Nel caso della veicolazione, la corretta quantità di ioni veicolati in funzione della corrente erogata, nel caso di una seduta di elettrostimolazione neuromuscolare la corretta contrazione di un determinato muscolo o di un gruppo di muscoli.
CONTROLLI DURANTE LA TERAPIA 
Ricordarsi di controllare che gli elettrodi mantengano il giusto contatto con la cute.
Verificare di tanto in tanto che la corrente erogata sia sempre quella impostata all’inizio terapia.(la cute, dopo alcuni minuti dall’applicazione dell’elettrodo, aumenta la conducibilità elettrica permettendo un maggior passaggio di corrente rendendo necessario un aggiustamento dei parametri impostati ad inizio terapia). 
Controllare che al disotto degli elettrodi non vi siano segni di irritazione dovuta  ad allergia al materiale con cui sono realizzati gli stessi, ne segni di infiammazione dovuta ad elettrolisi dei sali del sudore o delle sostanze usate in terapia(effetti polari). 
A fine seduta, far detergere la cute venuta a contatto con gli elettrodi al fine di rimuovere i prodotti della dissociazione elettrolitica dei sali e gli ioni richiamati dai tessuti.
 
 PARAMETRI FONDAMENTALI:
  1. QUANTITÀ DI CORRENTE
  2. PER UNITÀ DI SUPERFICIE
  3. SUPERFICIE DEGLI ELETTRODI
  4. INTENSITÀ DI CORRENTE
  5. TEMPO DI APPLICAZIONE
  6. POLARITÀ DEL PRINCIPIO ATTIVO
  7. POLARITÀ DEGLI IONI DA ESTRARRE
 
CON L'ELETTRODO ATTIVO:  
1. SI VEICOLANO I PRINCIPI ATTIVI 2. SI OTTIENE LA DEPOLARIZZAZIONE DEL NERVO O DELLA PLACCA 3. SI ATTIVANO I FENOMENI FISICO CHIMICI  
CARATTERISTICHE DELL’ELETTRODO ATTIVO:  
1. AVERE UNA SUPERFICIE UGUALE O MINORE DI QUELLO INDIFFERENTE
2. AVERE UNA FORMA IDONEA ALL’AREA DA TRATTARE 3. AVERE UNA CONCENTRAZIONE DI CORRENTE DA 10 A 25 MICROAMPERES PER Cm2  
L'ELETTRODO INDIFFERENTE O PASSIVO  
1. SERVE PER IL CONTATTO DI MASSA 2. PERMETTE IL RICHIAMO ELETTROFORETICO 3. DEVE AVERE DIMENSIONI MAGGIORI O UGUALI RISPETTO ALL’ELETTRODO ATTIVO  
AREE INTERDETTE AGLI ELETTRODI:  
1. NEVI, ANGIOMI FIBROMI 2. FOLLICOLITI, ERESIPELE ULCERE 3. AREE ARROSSATE, DOPO DEPILAZIONE O EPILAZIONE 4. LESIONI MICOTICHE, VIRALI O BATTERICHE ANCHE SE IN FASE RISOLUTIVA
 
CONTROINDICAZIONI DELLE CORRENTI FARADICHE:
 
1.       PATOLOGIE DEGENERATIVE DEL SISTEMA NERVOSO.
2.       PORTATORI DI STIMOLATORI CARDIACI.
3.       PORTATORI DI DEPOLARIZZATORI DEI NERVI PERIFERICI.

CONTROINDICAZIONI DELLA CORRENTE GALVANICA:
 
1.       PORTATORI DI PROTESI METALLICHE.
2.       PRESENZA DI CORPI ESTRANEI METALLICI (SCHEGGE PROIETTILI OGGETTI METALLICI.
3.       PORTATORI DI STIMOLATORI CARDIACI.
4.       PORTATORI DI DEPOLARIZZATORI DEI NERVI PERIFERICI.

 Consigli per una corretta elettrostimolazione dimagrante:

  1. Utilizzare treni d’onda rettangolare monofasici
  2. Effettuare la seduta con il paziente a digiuno
  3. Stimolare i muscoli sottostanti il tessuto adiposo
  4. Far effettuare esercizi respiratori ogni 5 minuti di terapia
  5. Utilizzare per la conducibilità elettrica, sostanze idonee al caso ed alla polarità dell’elettrodo

 Consigli per una corretta elettrostimolazione muscolare: Utilizzare treni d’onda con pausa di ristoro

  1. Effettuare la seduta dopo assunzione di aminoacidi
  2. Stimolare solo i muscoli da potenziare
  3. Far effettuare esercizi respiratori ogni 5 minuti di terapia
  4. Utilizzare per la conducibilità elettrica, sostanze idonee al caso ed alla polarità dell’elettrodo

 Consigli per una corretta elettrostimolazione drenante:

  1. Utilizzare treni d’onda rettangolare monofasici
  2. Stimolare tutti i muscoli della zona con ritenzione
  3. Utilizzare un numero di elettrodi idoneo
  4. Non usare alcuna sostanza o farmaco
  5. Rimuovere qualsiasi traccia di sali dalla cute
Consigli per una corretta elettroterapia dimagrante: 
  1. Utilizzare correnti a simmetria variabile
  2. Effettuare la seduta con il paziente a digiuno
  3. Trattare solo l’area con tessuto adiposo in eccesso
  4. Seguire le linee di scarico venose e lifatiche
  5. Utilizzare sostanze idonee al caso ed alla polarità

 Consigli per una corretta elettroterapia drenante: Utilizzare correnti a simmetria variabile

  1. Trattare tutta l’area con ritenzione idrica
  2. Seguire le linee di scarico venose e linfatiche
  3. Utilizzare polarità negativa
  4. Utilizzare soluzione carbonica
  • A parità di superficie, la profondità di veicolazione risulta proporzionale all’intensità di corrente ed  ai tempi impiegati

 

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